ALIENI A CARINI

 

I’m an alien, I’m a legal alien…

Be yourself

No matter what they say*

*Englishman in New York – Sting

 

Ebbene sì, alla celebrazione dei dieci anni di attività della Casa di Evita, erano presenti gli alieni!

Strana gente che per la prima volta si è ritrovata insieme in un unico posto, sorpresa di trovare i propri simili. Nessuno aveva la pelle verde, ma di un verde sfavillante hanno il chakra del cuore, quel punto energetico in cui, secondo le spiritualità induista e buddista, s’incontrano corpo e spirito! Occhi grandi e luminosi, look atipico, grandi sorrisi, menti estremamente ricettive e uno sguardo curioso alla ricerca di ciò che di nuovo e inaspettato poteva nascere da quella speciale occasione.

Foto tratta dalla pagina Facebook “Benessere dell’anima”

Di quegli alieni faccio parte anch’io che, come loro, sono sempre stata vista come quella strana e ho dovuto (e devo ancora) lottare per ritagliarmi il mio spazio creativo e costruttivo nella mia terra, che tante volte prova a soffocare tutto sotto all’indifferenza, alla pigrizia o ai favoritismi per chi non ha né arte né parte, ma è bravissimo ad arraffare quello che può e a sedersi comodamente sul “bottino” senza poi fare nulla di concreto per migliorare le cose.

Gli invitati alla mia festa sono quasi tutti nati a Carini, tutti con una gran voglia di fare cose belle e particolari per sviluppare le enormi potenzialità del nostro paese, ma che non hanno mai avuto il giusto riconoscimento in casa propria; insomma, i tipici modelli di quell’odioso proverbio “cu’ niesci arriniesci”. Dobbiamo pensare che a Carini ci siano figghi e figghiastri? Può darsi, ma chi ha forte quel chakra verde non si arrende facilmente e, quando capita la meravigliosa opportunità di trovarsi insieme ad altri “alieni” conterranei, allora le possibilità di prendersi il proprio spazio per realizzare cose belle diventano concrete.

 

Insieme alla sottoscritta, Giusy Musso, gli altri alieni carinesi che ho avuto il piacere di invitare sono stati: il mio adorato ed efficientissimo figlio, Vincenzo Badalamenti insieme alla sua futura moglie Anna Cicala, l’amica Marcella Cutietta, i coniugi Trapani (Annamaria Di Cara e Pietro Trapani) proprietari e gestori della splendida Villa Felicia, il geometra Giovanni Taormina con la sua compagna Patrizia, l’editor e copywriter Noemi Lombardo insieme al marito Francesco Velardi (grafico editoriale e pubblicitario), l’architetto e ingegnere Pierangela Messeri insieme al marito Salvo Evola (agronomo e appassionato di escursionismo montano), la geologa Rosy Cardinale e suo marito Alessandro Negri (presidente dell’Associazione FormaMente), l’insegnante e socia di Evita Touring Rosa Mannino, il costruttore Maurizio Taormina, Salvo Russo e le sorelle Mazzamuto, esperte in gastronomia e pasticceria che hanno deliziato me e i miei ospiti con il loro manicaretti.

 

Per la prima volta queste belle persone, da sempre considerate aliene in casa propria per le loro peculiarità atipiche, si sono ritrovate in un contesto in cui non si doveva lottare per ottenere qualcosa che ci spetterebbe di diritto, ma in un luogo accogliete che ci metteva insieme in allegria e buonumore, con la serenità e la gioia di poterci confrontare e comprendere l’un l’altro, accettando e abbracciando le rispettive “atipicità”… di più, trovando estremamente interessanti le particolarità individuali e cercando di capire come poter dare ognuno il proprio contributo perché queste singolarità si mettano insieme per creare un meccanismo nuovo: qualcosa che si avvii, che funzioni bene e che proceda spedito per la sua strada… magari mentre produce una splendida armonia in sottofondo.

 

Annamaria Di Cara parla così di questa serata insieme: “L’incontro che si è tenuto per il decimo anniversario della Casa di Evita non è stato solo un festeggiamento, ma uno spunto, un’opportunità di essere fattivi, in un periodo in cui ogni passo è un rischio e ogni movimento è visto con sospetto. Ci piace l’intraprendenza di Giusy, il suo desiderio di fare: fare cultura, fare progresso, migliorare chi la circonda e migliorare sé stessa. Villa Felicia vuole essere presente in tutto questo, mettendo a disposizione la struttura, coinvolgendo i propri sposi e gli ospiti nelle iniziative che si vorranno intraprendere, iniziando così una collaborazione tra matrimonio e struttura ricettiva, che ben si sposa – permettetemi il gioco di parole – con le nostre peculiarità. È intenzione di Villa Felicia intensificare ancora di più quanto già iniziato, infatti quest’anno gli sposi che abitano fuori l’isola usufruiranno per i loro ospiti dei servizi offerti da Giusy, e vogliamo che questa iniziativa non faccia altro che aumentare”.

Siamo sognatori, lo so, ma non ci fermiamo al sogno. Abbiamo condiviso pensieri e idee e abbiamo già avviato le prime collaborazioni: oltre a quella con Villa Felicia, già da questo mese La casa di Evita ospiterà gli stagisti dell’Associazione FormaMente.

La mia cara amica – nonché editor del mio libro di prossima pubblicazione e prima cliente del mio Coworking Space – Noemi Lombardo ha proposto di dare continuità a questo incontro, programmando di vederci una volta al mese per promuovere nuove iniziative da portare avanti insieme, a beneficio di tutta la comunità carinese.

 

Per questo, colgo l’occasione di questo evento e di questo articolo per coinvolgere tutti quelli che vorranno partecipare proponendo la propria idea nell’ambito del mio progetto La Carini che vorrei.

 

 

Qual è la Carini che ognuno di voi vorrebbe? Cos’è che manca e cosa vorreste finalmente far nascere? Cosa invece vi piacerebbe cambiare perché proprio non va?

 

Io credo dal profondo del cuore che VOLERE è POTERE, quindi, se lo vogliamo veramente, ognuno con il proprio contributo e in collaborazione costruttiva con le altre persone di mente aperta e buona volontà, possiamo realizzare tutto ciò che desideriamo e vivere finalmente in un paese che rispecchia le nostre esigenze senza dover pensare di andarcene via da casa nostra per stare bene. Se ci riusciamo, gli alieni non saremo più noi che non ci rassegniamo al degrado e vogliamo fare tanto per migliorare le cose, ma saranno quei pigri trichechi seduti sul triste bottino della loro incompetenza e malafede… e magari, per sentirsi meno alieni, un bel giorno si daranno una mossa anche loro. Chi lo sa? Le vie del Signore sono infinite!

 

Aspetto le vostre idee e proposte. Tutto quello che vorreste realizzare per andare verso “la Carini che vorreste” scrivetelo sulla pagina Facebook di La Casa di Evita… qualcuno di noi alieni vi risponderà!

 

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