BEDDA COMU ‘NA CIRASA

Le amarene, aspre e gustose
e le ciliegie, dolci, rosse e sensuali come un bacio.
(Mogol)

 

“Si’ bedda comu ‘na cirasa”, così mi diceva mio padre quando ero ragazzina, mentre con i panari andavamo a raccogliere le amarene, scegliendole dagli alberi che crescevano nei terreni più aridi perché, come diceva papà: “Sunnu i cchiù duci e i cchiù russi”. Lui le adorava, preferendole alle ciliegie perché le trovava più rinfrescanti.

In questa settimana in cui ricorre il quarto anniversario della sua scomparsa, tanti ricordi hanno accompagnato dolcemente le mie giornate…

Mi sono ricordata delle amarene che ogni fine di maggio, come in un rituale, andavo a raccogliere con mio padre e mia sorella… quanta fatica per riempire quei panari, ma quanta soddisfazione poi vedere quel rosso carnoso brillare nei cesti che promettevano bontà da conservare e gustare per tutto l’anno.

La mia vanità di bambina trasformava quelle amarene in gioielli, così giocavo a farmi gli orecchini appoggiando vezzosamente due amarene sulle orecchie o intrecciando il gambo sulle dita sottili per farmi degli anelli.

Quando eravamo stanche, io e mia sorella smettevamo per un po’ di raccogliere e ci lasciavamo andare a grandi scorpacciate di amarene. Le ultime che finivano nello stomaco, tra una risata e l’altra, erano proprio quelle che prima erano state i nostri “gioielli di rubino vegetale”.

Mio padre accettava bonariamente quelle pause di ilarità infantile… almeno finché non duravano troppo tempo o finché la frivolezza dei vezzi da piccole donne non diventava troppo evidente, allora ci richiamava alla compostezza e al lavoro.

Finita la raccolta, la nonna ci aspettava per iniziare a preparare le conserve, così le amarene che si salvavano dalle scorpacciate in campagna, erano destinate alla preparazione delle marmellate e della famosa amarenata.

Le mie ricette sono, naturalmente, quelle tramandate da mia nonna. Quei momenti condivisi con i miei familiari sono ricordi preziosi e dolci che porto sempre con me e che, in questo periodo preposto alla raccolta delle amarene, ritornano alla mente e mi scaldano il cuore.

 

Mangiare ciliegie e amarene è la favola di un’avventura infantile estiva che si ripete. (LesFleurDuMar)

Così, per regalarvi i gusti antichi delle buone cose tradizionali,

per farvi gustare una golosa e genuina bevanda dissetante nei giorni caldi che ci aspettano,

per dare un tocco di sapore e colore ai gelati e alle creme,

per veder brillare il sorriso dei bimbi di casa vostra mentre succhiano da una cannuccia la dolce freschezza dell’amarenata,

condivido qui con voi le ricette di nonna Pippina che, ovunque sia, sono certa che sarà felicissima di sapere che le cose buone che mi ha insegnato vengono tramandate.

 

 

AMARENATA

INGREDIENTI

  • Kg 1 di amarene (da pesare già lavate, asciugate e denocciolate)
  • g 250 di zucchero bianco
  • g 250 di zucchero di canna
  • la scorza di mezzo limone (da mettere intera, solo per l’aroma)

PROCEDIMENTO

Facilissimo: metti tutto in una padella capiente e, a fuoco lento, mescola finché il tutto diventa un composto rosso, fluido e omogeneo, in cui spiccano quei bei cocci di amarena interi.

Poi spegni il fuoco, togli la buccia di limone e versa il composto ancora caldo nei vasetti di vetro sterilizzati. Mettili a testa in giù per fare il sottovuoto e, appena si raffreddano completamente, capovolgili e conserva tutto in uno stipetto al riparo da sole e calore. Così si conserverà perfettamente per tanto tempo.

***

 

Il piacere di mangiare ciliegie direttamente dall’albero non è universale? (Françoise Héritier)

MARMELLATA DI AMARENE

INGREDIENTI

  • Kg 1 di amarene (da pesare già lavate, asciugate e denocciolate)
  • g 500 di zucchero bianco
  • g 250 di zucchero di canna
  • 1 chiodo di garofano (schiacciato e ridotto in polvere nel mortaio)

PROCEDIMENTO

Appena cala il sole e l’aria si fa fresca, metti tutti gli ingredienti in una casseruola e mescola bene il tutto, poi copri con un coperchio e lasciali a macerare per tutta la notte.

Vai a dormire e fai bei sogni.

Al mattino, dopo una bella colazione, togli il coperchio alla casseruola dove avevi lasciato le amarene con lo zucchero e mettila sul fuoco. Appena arriva al calore, inizia a mescolare e quando vedrai che le amarene si raggrinziscono e il composto inizia a restringersi, abbassa il fuoco al minimo e continua a mescolare. Fai sobollire per un po’ e controlla la densità: con un cucchiaio, fai cadere una goccia su un piatto, se mantiene la sua forma, la marmellata è pronta.

Non cuocere per troppo tempo, altrimenti la marmellata, una volta fredda, risulterà troppo densa, mentre l’ideale è che si spalmi dolcemente sulle tue fette di pane caldo di paese… magari accompagnata da un ricciolo di burro fresco di campagna.

Le cose buone di una volta!

N.B. Penso tu lo sappia già, ma per conservare sterilizzare i vasetti in cui conserverai la marmellata, ti basterà lavarli (tappi compresi) e metterli aperti in forno caldo a 180° per 10 minuti.

***

SCIROPPO DI AMARENE

Da usare come topping per gelati, creme, dolci e… arrosti al forno e carni alla brace

INGREDIENTI

  • g 500 di amarene (pesate già lavate, asciugate e denocciolate)
  • ml 160 di acqua
  • g 100 di zucchero a velo
  • g 150 di zucchero di canna
  • 3 cucchiai di succo di limone
  • 3 cucchiai di amido di mais
  • 1 bustina di vanillina

PROCEDIMENTO
Schiaccia le amarene o, meglio ancora, riducile in poltiglia dentro il minipimer (anticamente si faceva con il passapomodoro). Se ti serve, aiutati aggiungendo un po’ della quantità di acqua indicata negli ingredienti.

In un pentolino mescola a freddo il succo di limone con la vanillina e l’amido di mais. Mescola bene finché il composto non diventa liscio e omogeneo.

A parte, versa in una pentola: la poltiglia di amarene, l’acqua rimasta e gli zuccheri. Metti sul fornello a fuoco medio finché il composto non si scalda, poi abbassa il fuoco e continua la cottura mescolando.

Mentre aspetti che le amarene arrivino al calore, metti sul fuoco il pentolino con il limone e mescola finché non diventa una pastella densa. Appena pronto, togli dal fuoco, versa nelle amarene e comincia a mescolare bene il tutto finché non si addensa.

Appena pronto, passa il composto al setaccio, in modo da ottenere un topping liscio e privo di eventuali residui di bucce.

Lascia raffreddare e conserva in frigo, meglio se in bottigliette di vetro con chiusura ermetica.

 

Un dolcissimo saluto

Giusy

***

Ci sono ore composte da minuti e altre da ciliegie.
(Fabrizio Caramagna)



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