SUA MAESTÀ LA MANDORLA E LA COLOMBA DELLA PACE

È un momento carico di misticismo quello vicino alla santa Pasqua, ma noi uomini del terzo millennio siamo ancora capaci di cogliere quelle energie sottili che si muovono attorno a noi e cercano di parlarci attraverso i simboli, le parole e i cibi che consideriamo tipici di questo periodo e delle sue festività?

L’avvicinarsi della Pasqua, che dovrebbe proiettarci all’interno di un percorso interiore di rinascita ed evoluzione, spesso si riduce alla frenetica organizzazione del pranzo con i parenti, in cui si pensa quasi unicamente a come e quanto riempire le panze nostre e dei nostri commensali. Ma davvero possiamo ancora permetterci di restare ancorati alla materialità quotidiana senza guardare oltre?

Ovunque spuntano uova, colombe e pecorelli pasquali: le prime simbolo di vita, le seconde di pace e gli ultimi di sacrificio a beneficio del prossimo. Perché li appendiamo come decorazioni? Perché li mangiamo? Solo perché sono buoni? Solo perché si è sempre usato fare così?

Che senso ha, quando poco distante da noi si sganciano bombe e si distruggono vite? Se ci si ferma al materialismo, ci stiamo solo prendendo in giro e ci stiamo mettendo il prosciutto sugli occhi, liquidando la faccenda con il solito becero atteggiamento di chi, finché non è toccato in prima persona da una vicenda, può permettersi di fregarsene e pensare solo a sé e al suo “piccolo mondo personale”.

Gli ultimi due anni sono stati di grande sconvolgimento per tutta l’umanità: prima il virus che ci ha isolati e allontanati, e adesso una guerra che minaccia di allargarsi dai suoi già martoriati confini.

Davvero non vogliamo permettere a tutto questo di insegnarci qualcosa che possa renderci migliori? Ognuno di noi, se vuole, può cogliere le occasioni che la vita ci offre, e io credo che le festività sante siano una grande occasione per farlo. Tendere a Dio significa per me tendere alla parte migliore di noi, quindi, se celebriamo le festività, facciamo in modo che la celebrazione sia qualcosa di reale e significativo, non che si esaurisca nell’andare a messa e poi correre ad apparecchiare la tavola.

Se mettiamo la decorazione di una colomba, raccontiamo ai nostri familiari cosa rappresenta, proponiamo di fare una colletta – che sia di soldi liquidi o di beni di prima necessità – da mandare a chi soffre e ha bisogno; se prepariamo il capretto, parliamo del sacrificio che esso simboleggia e valutiamo la possibilità di accogliere dei profughi di guerra; nel preparare la tavola, mettiamo delle ciotole di mandorle e raccontiamo delle meravigliose proprietà che il Signore ha profuso in esse a beneficio di chi le mangia.

Un momento di riflessione può farci mettere insieme tutto, senza rinunciare a nulla. Rallentiamo i tempi, godiamoci quello che facciamo; è un’illusione malsana convincerci che il tempo ci insegue e dobbiamo fare tutto di fretta. No, dobbiamo invece riconnetterci con il tempo che ci rende umani e che ci permette di metterci in ascolto del divino, dentro e fuori di noi. Mangiare con consapevolezza nutre il nostro spirito oltre che il nostro corpo, quindi non affrettiamoci, ma cuciniamo con amore, serenità e consapevolezza: saremo tutti sazi anche se non metteremo in tavola quaranta portate!

Nell’augurarvi una serena e gioiosa Pasqua in famiglia, il mio piccolo contributo in questo articolo è quello di parlarvi proprio della mandorla, di cui la nostra Sicilia è tanto ricca e i cui alberi riempiono i nostri paesaggi della loro maestosa bellezza.

Come simbolo sacro, la mandorla rappresenta sia il Cristo che la Madonna: coloro che sono VIA, VITA E VERITÀ. Per la sua composizione iconografica, che si forma dall’intersezione di due cerchi (intesi come mondi o piani dell’esistenza), la mandorla è anche simbolo della comunicazione tra il mondo umano e quello divino. A conferma di ciò, in diverse opere religiose, sia pittoriche che scultoree, il Cristo o la Vergine vengono rappresentati all’interno di una mandorla.

           

A parte la grande versatilità di questo frutto/seme nelle ricette culinarie, mangiare da 7 a 10 mandorle al giorno (non di più perché, come tutta la frutta secca, contengono molte calorie):

  • Fa bene al nostro cuore e a tutto il sistema circolatorio perché abbassa i livelli di colesterolo e di trigliceridi. La presenza di potassio aiuta anche a mantenente equilibrati i livelli della pressione.
  • La magica VITAMINA E in essa contenuta in grandi quantità ci aiuta ad aumentare le nostre difese immunitarie e a contrastare l’invecchiamento cellulare e, di conseguenza, a restare giovani e belli più a lungo.
  • Come quasi tutta la frutta secca, sono capaci di ridurre l’assorbimento di glucosio e sono quindi un potente aiuto contro il diabete.
  • Grazie al calcio e al ferro che contengono, sono un alimento antianemico, ideale per rinforzare denti e ossa e tenere lontani problemi come l’osteoporosi.
  • Ottime per dare energia a mente e corpo in caso di stress, grazie al loro alto contenuto di magnesio.
  • Nel Medioevo erano utilizzate per la preparazione di afrodisiaci, per questo ancora oggi i confetti alle mandorle vengono offerti in occasione dei matrimoni.

Tutto ciò è solo un breve riassunto dei benefici che questo dono di Madre Natura può offrirci. Io sto continuando a studiare l’argomento perché mi interessa molto, quindi, se l’idea vi piace, prossimamente scriverò una rubrica di approfondimento sulle proprietà e sugli usi dei vari alimenti naturali e, magari, ci aggiungiamo anche qualche ricetta, sia mia che vostra, se vorrete proporne qualcuna.

 

Per chi volesse dare un aiuto a chi ha bisogno, ecco di seguito alcuni link cliccabili tra cui potrà scegliere a chi destinare i propri doni:

 

Buona Pasqua a tutti.

Giusy

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