I custodi della saggezza

I nonni siciliani custodiscono la saggezza popolare con i detti, e li usano come strumento per tramandare il sapere, al fine di “parrari a suoggira pi sentiri a nuora”, cioè dire le cose in maniera celata per rivolgere il messaggio a più persone.

I proverbi che ho acquisito dai miei nonni hanno caratterizzato molto il mio modo di esprimermi e fanno parte del mio bagaglio culturale.

Oggi voglio condividerne alcuni con voi:

  “Amùri, biddizzi e dinari sunnu tri cosi ca ‘un si ponnu ammucciàri”: “amore, bellezza e denaro, sono tre cose che non si possono nascondere”. È un proverbio usato spesso per indicare l’ovvietà di queste tre qualità.

 “Nun ci po’ iessiri veru amuri si ognunu voli esseri patruni”“non è possibile che ci sia vero amore se entrambi vogliono comandare”, è un invito a non prevaricare il ruolo dell’altro.

“A robba ‘na cascia e a figghia ‘na fascia”: “la dote nella cassapanca e la figlia in fasce”, era abitudine delle mamme siciliane preparare la dote per le figlie sin dalla prima infanzia.

“Amùri ‘un senti cunsigghiu”: “l’amore non sente consiglio” una persona  innamorata non sente ragione, ma ascolta solo il cuore.

Pittoreschi, colorati e folkloristici i detti e i nonni siciliani, sono quel bene prezioso a cui facciamo riferimento,  perchè in essi risiedono i valori, la cultura e la saggezza, che sono tutt’oggi la base del nostro vivere sociale.



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