Il mio nuovo anno tra amore e tradizione…

Se le troppe incombenze di Natale hanno procurato qualche ciuffo verde qui e lì, in stile Grinchiano, io e la mia piccola famiglia allargata, abbiamo ululato dinanzi ad un tavolo imbandito di tradizione dove il colore predominante è stato il rosso.

Ora vi racconto…

Tradizione! Ho attinto per la preparazione del pranzo natalizio, dal dolce ricordo di mia madre che tutti i natali con la disinvoltura di chi sa come fare contenta i commensali preparava il rosso sugo con i famigerati “Bruciuluna” con cui poi si insugavano i maccheroni carinesi. Sugo che va cucinato a fuoco lento e con molta pazienza come se fosse una metafora dello stesso misterioso tempo, in cui attesa voleva dire soprattutto saper aspettare per poi affondare pienamente nel piacere emotivo e sensoriale.

Questa “attesa”, fatta di tante piccole cose, ancora oggi si replica a casa mia, e si concentra attorno ad un tavolo, come se le tre dimensioni ripiegate su sé stesse confluissero in un unico punto, coincidente anche con una tradizione che non è solo il vago ricordo di ciò che è stato, ma la massima espressione di convivialità, dove il mi piace non varca la soglia dell’etere, ma rimane intrappolato nei cuori di chi è presente alla soglia del presepe!

Ma le vacanze natalizie sono lunghe, e così scivolando, di giorno in giorno in avanti nel tempo, quasi fosse una freccia scoccata per andare avanti inesorabilmente, ci si ritrova alla fine dell’anno, attorno a quel tavolo, dove qualcuno dei commensali, tra broccoli, baccalà e cardi fritti in pastella, pare avanzare l’ipotesi che in fondo il “tempo” non è necessariamente una retta che si allunga, ma potrebbe essere, più come un cerchio che tutto fa tornare, affinché si possa godere ancora e ancora dello stesso momento…

In fondo il tempo è davvero misterioso!

Poco importa quale sia la natura del tempo, ciò che conta è il momento e l’atmosfera dell’attimo, che nel mio caso è stato un po’ come una favola avvolta nella tradizione, e soprattutto piena di protezione verso i miei Bau Bau, tenuti al riparo da chi, crede che il tempo debba ammazzarsi con dei botti… forse, perché confuso o addirittura insensibile? chi lo sa!

Così anche queste feste giungono alla fine come qualunque favola…ma prima di salutarvi non posso che augurarvi un anno che sia sorprendente e ricco di emozioni!

Buon anno in tutte le lingue del mondo, e tanti Bau Bau!



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