Rosalia, fede e folklore

La storia di Rosalia Sinibaldi racchiude in sé un percorso estremamente significativo, emozionale e devozionale, un atto d’amore per Dio e per Palermo, infatti la Santa, rinunciando alle sue nobili origini, consacrò la sua giovinezza e la sua vita alla preghiera e al ritiro spirituale.

I palermitani, la elessero loro patrona nel XVII secolo, quando li liberò dalla peste e, da allora, il culto per Santa Rosalia divenne motivo di aggregazione, sia dal punto di vista culturale e folkloristico che da quello spirituale e identitario, che si riafferma ogni anno in due manifestazioni, “u fistinu” (il festino) dal 10 al 14 luglio e “acchianata” (scalata) il 4 settembre.

La  seconda celebrazione, dies natalis di Rosalia, ha un carattere prettamente spirituale e devozionale, dedicata a preghiere, voti, canti e suppliche; immancabile è l’“acchianata”, a piedi nudi o a ginocchioni, al Monte Pellegrino, alla cui sommità è presente la grotta dove la Santa visse come eremita e dove sgorga l’acqua miracolosa.

Due eventi che racchiudono, in un’eco unanime, Palermo e Santa Rosalia, come se le due fossero una cosa sola.



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