Santa Rosalia e Palermo

Cultura e natura, bellezza e spiritualità, identità e folklore si fondono e si confondono nel profondo legame tra la “Santuzza” e Palermo, che ogni anno le dedica ben due celebrazioni: “u fistinu” (il festino, che si svolge dal 10 al 15 Luglio)  e “acchianata a Munti Piddirinu” ( il pellegrinaggio su Monte Pellegrino del 4 settembre).

“U Fistinu”, ufficialmente riconosciuto come “patrimonio immateriale d’Italia”, è celebre per spettacolarità, devozione e partecipazione emotiva di cittadini e turisti, in quanto riesce a trasformare la città in un grande palcoscenico di luci, colori, sapori e odori, in cui l’eco di “Viva Palermo e Santa Rosalia” è quel tratto identitario e distintivo che mette d’accordo tutti.

Cinque giorni di festa in cui si può gustare il meglio di Palermo: lo sfincione, il polpo bollito, le “pollanchelle” ( pannocchie), “u muluni” (anguria), “i babbaluci” (lumache condite con prezzemolo e aglio), “u pani ca meusa”(pane con la milza), “i “cazzilli” (crocchè), l’immancabile “scacciu” (sementi varie), le bellezze architettoniche e, a conclusione in riva al mare, lo spettacolo dei giochi d’artificio.

Il fulcro della festa è comunque il carro allegorico, che porta in processione le reliquie della Santa, simbolo di vittoria e dedizione, anche se ogni anno viene realizzato in maniera diversa, è sempre caratterizzato dall’immagine di Rosalia che riporta, in un momento di allegria e profonda fede, la salvezza ai suoi tanto devoti palermitani, come fece nel 1624 liberandoli dal “male nero”.



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