TURISMO RELAZIONALE: L’INCONTRO CON L’UMANITÀ DI JOY GARRISON DIETRO LA DIVA JAZZ

Le persone non fanno i viaggi,

sono i viaggi che fanno le persone.

(John Steinbeck)

 

Joy Garrison al microfono e Giuseppe Urso alla batteria
Roberto Anile e Joy Garrison

La voce di Joy Garrison risuona ancora in me dal concerto di ieri sera mentre mi siedo per scrivere sul mio terrazzo, godendomi il fresco della sera, accompagnata da un calice di buon vino, dal profumo dei miei gerani e dall’eco delle belle emozioni appena vissute.

Quest’anno, dopo i due anni di fermo a causa della pandemia, il festival Jazz in onore di Vido Musso è alla quarta edizione qui a Carini e per me è sempre stato un evento meraviglioso al quale ho voluto contribuire in termini di promozione e accoglienza degli artisti presso La Casa di Evita, ma questa volta esserci mi ha dato davvero tanto.

Mi sono resa conto di quanto un festival del genere comunichi appartenenza, non solo a me per la mia personale parentela con Vido Musso, ma a ogni cittadino che può essere fiero di celebrare artisti internazionali nati a Carini che hanno dato lustro alla nostra città e ci fanno da esempio trainante per continuare a dare dignità e bellezza a noi stessi come al nostro territorio. Per questo, mi preme congratularmi con l’Accademia Musicale Mediterranea di Carini e con il suo presidente Roberto Anile per l’organizzazione del Vido Musso Jazz Festival che ogni anno richiama a Carini tanti bravissimi artisti.

Nel corso degli anni ho avuto occasione di ospitare diversi esponenti importanti del mondo dell’arte, della cultura e della politica internazionale e, grazie al turismo relazionale che ho da sempre voluto nella gestione del mio B&B, l’ospitalità si è sempre trasformata in arricchimento reciproco tra me e le persone che hanno scelto La Casa di Evita. Non credo sia mai un caso che certe persone arrivino presso la mia struttura: il mio messaggio e le mie scelte stilistiche, artistiche e di approccio umano diventano, di conseguenza, le scelte degli altri che desiderano fare il tipo di esperienza che io offro.

Con Joy Garrison è stato uno scambio continuo di emozioni: dalla presentazione al suo arrivo, alla passeggiata lungo il Vicolo dei Fiori di cui Joy ha voluto sapere tutto, dalla sua incredibile performance artistica così vibrante e passionale, fino all’after show in cui siamo andate insieme in giro per le strade del centro e poi a mangiare qualcosa al Miramare e a chiacchierare fino a tarda notte. Io, Joy e la mia cara amica Roberta Teresi, bravissima guida turistica di grande esperienza, tre donne che si sono incontrate nel cammino della vita e hanno condiviso pensieri profondi, emozioni e confidenze in libertà e sincerità, al di là del volto pubblico. Davvero una splendida serata.

Mi auguro che a Carini ci siano sempre più iniziative artistiche e culturali perché questo è ciò che dà vita a un territorio, questo è ciò che fa crescere, apre le menti e i cuori e dà arricchimento a tutti, soprattutto se accogliere chi arriva da fuori significa davvero trattarlo come un amico, anche se solo per una sera, coinvolgerlo e farlo sentire a casa, anche se è in viaggio. Queste sono le esperienze che restano dentro: di viaggi ne possiamo fare tanti, ma solo quando veniamo toccati a livello del cuore ce ne ricordiamo e desideriamo tornare in quel posto che ci ha accolti con tanto affetto, entusiasmo e disponibilità.

***

È quasi mezzanotte e il mio calice di vino è finito. Il frinire dei grilli sembra il preludio a una ninnananna jazz, quindi vi saluto così, con il magico suono della voce di Joy a cullarvi e ad augurarvi una dolce notte: cliccate QUI.

Sogni d’oro

Giusy



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