Una favola di Natale inaspettata!

Siamo isole che viaggiano senza osservare l’orizzonte.

Immersi in uno specchio che riflette ciò che è alle spalle, camminiamo come treni fuori dai binari che cercano in ogni modo di arrivare in orario.

Così, assorta in questo pensiero, mi destai all’abbaio dei miei cuccioli, incuriositi dalla mia assenza momentanea.

Stupita anch’io, lasciai cadere lo sguardo su kiko, il più grande dei miei cuccioli, che scodinzolava in attesa di una mia reazione.

Gli altri lo emulavano.

Mi sedetti sul divano attorniata dalla loro festa fatta di una danza scodinzolante a cui io potevo partecipare solo distribuendo più o meno equamente le mie coccole.

Ma il pensiero per cui mi ero assentata non era scomparso, semmai sembrava essere diventato un vago ragionamento, intorno a questa giornata segnata di rosso sul calendario.

Natale!

Ma che fine ha fatto il Natale? Cioè, si, è segnato sul calendario, e devo dire che se ne parla pure…ma pare che il fanclub del Grinch stia crescendo esponenzialmente!

Giù al villaggio del Grinch mi è sembrato di sentire che per lo meno si gridava “Giubilanza”, mentre lui verde e sfoglio, si adoperava per rovinare il festoso Natale.

Qui, invece, nel nostro villaggio pare si dica, sibillinamente, silenziosamente e quasi di nascosto, che noia! Per poi sbottare implacabilmente in un “buon natale”…

In ordine sparso…troppe incombenze, i regali e la cena e poi il pranzo e poi ancora, sistema la casa e poi quel parente che non vedevo da mesi, quasi obbligato a chiamarlo o peggio ancora, averlo tra i commensali. Senza pensare al giorno successivo, quando tutti saranno andati via e si dovrà fare i conti con una casa da sistemare probabilmente assieme alle altre faccende, sempre presenti!

Insomma l’ululato del Grinch pare proprio di sentirlo in questo villaggio.

Anzi, sembra proprio di vedere addirittura qualche ciuffo verde qui e lì…

Eppure, che strano i miei cuccioli pare non sentano il lamentoso stridere dell’ululato del Grinch. Probabilmente quest’ultimo viaggia su una frequenza sonora diversa, impercettibile per loro, ma chiara per noi. Loro sono troppo intenti a stare bene tra loro e con noi, in modo incondizionato e nella maniera più semplice, ma soprattutto in modo gioioso. Basta un osso o una palla, qualche carezza ed è subito gioia.

E la gioia è contagiosa, tanto da farmi esclamare Eureka!

Si ho trovato! Semplice…e il mio kiko ha ragione. Bisogna cambiare frequenza!

Accordarsi a quella frequenza di gioia vuol dire rientrare nei binari che scorrono inesorabili verso l’orizzonte magnifico e sorprendente dello stare assieme, scrollandoci di dosso quest’essere isola tra le isole, quasi mai pronte per l’approdo altrui.

Quindi, costruite ponti, lasciate che gli altri attracchino, fate scorribande, gioite!

E così è Natale… semplicemente con la mia piccola famiglia allargata fatta di tanti bau bau (auguri canini) vi auguro un sereno e gioioso Natale da parte mia, di kiko, Evy, Trotty, Tommy, Sasha, Arturo, Layla, Maya, Balto, Cesare e Carlotta

Buon Natale!

P.s. Durante le vacanze natalizie nessun Grinch verrà maltrattato…



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