VICOLO 1 FIORE DI LOTO: IL COLORE È VITA

Coloriamo tutti i muri,

case, vicoli e palazzi,

perché lei ama i colori;

Raccogliamo tutti i fiori

che può darci primavera…

(Riccardo Cocciante “Margherita”)

 

Mercoledì scorso mio figlio ha acquistato un locale in via Trionfo. Era una cosa che io desideravo tantissimo e questo mi ha resa immensamente felice. In passato anche mia figlia ha fatto la stessa cosa con altre proprietà… Questo amore che i miei figli mi dimostrano è una gioia così grande che va al di là delle parole.

Questa foto con mio figlio Enzo esprime tutto: complicità, amore, sostegno, gioia. Un’emozione grande.

La voglia che io e i miei ragazzi abbiamo di dare il nostro contributo all’azione costruttiva che la famiglia Musso ha fatto nel corso delle generazioni, ci riempie di entusiasmo. Ognuno dei nostri antenati lo ha fatto nel proprio settore – come ho raccontato nell’articolo della settimana scorsa (Leggilo QUI ) – ciò che stiamo facendo noi oggi è un contributo alla bellezza e alla valorizzazione del nostro territorio. Questo senso di appartenenza che noi sentiamo, diventa amore e l’amore si traduce in bellezza non solo per noi, ma per tutti coloro che ci abitano e per tutti coloro che passano.

In mezzo al degrado e all’incuria, appare un angolo di paradiso che spunta come un fiore nel deserto

 

Vicolo 1 pulito e decorato con piante e fiori colorati

 

Oggi, con questo piccolo grande traguardo raggiunto, sogno un giorno di trasformare via Roma in un polo dove arte, storia e cultura si incontrano, magari con una casa museo che ricorda Vido Musso, e curando tutti i vicoli con piante, fiori e opere d’arte, come sto già facendo in Vicolo 1, primo esempio della “Carini che Vorrei”…

 

Via Trionfo numero 1 oggi è mio. Sono felice.

Il Vicolo 1 confina con due viuzze chiamate via Trionfo e via Speranza: due nomi bellissimi e rappresentativi. Per questo mi piacerebbe tanto che questo Vicolo venisse ribattezzato con un nome che crei una triade di forza e rinascita, insieme a trionfo e speranza.

Riflettevo sul fiore di loto che si nasconde nella foresta dove Buddha si rifugiava per riflettere. Anch’io sono stata nascosta per riflettere e rinascere e far rinascere quello che gli altri hanno dimenticato, deturpato e reso insignificante. Vicolo 1 è stato nascosto anche lui e adesso sta rinascendo… Sarebbe meraviglioso che il Comune gli desse un nuovo nome, magari proprio Fiore di Loto, un nome perfetto che rappresenta la sua nuova identità e tutte le cose belle che potremo creare al suo interno da qui in avanti.

Vorrei tanto che tutti i miei compaesani sentissero dentro di sé questi amore per il territorio: se accadesse, Carini sarebbe un posto meraviglioso che avrebbe finalmente espresso le sue enormi potenzialità, dando in cambio ai suoi abitanti gioia e benessere.

 

Lo scopo di rigenerarlo e valorizzarlo è per promuovere la bellezza che unisce; riscoprire i luoghi nascosti o dimenticati per i carinesi deve dare input per trasformare con la creatività quello che ci circonda e che la cecità non ci fa vedere…

I carinesi, come tutti i siciliani, sono duri a comprendere e a seguire le cose belle perché si sono abituati e rassegnati a vederle coperte da fango e indifferenza.

Negli anni, io e la mia carissima amica Rosa Mannino abbiamo sempre promosso tante iniziative creative e interessanti. Abbiamo cercato di coinvolgere la popolazione, ma quasi nessuno ha mai mostrato interesse. La maggior parte delle persone sa solo lamentarsi, ma al momento di attivarsi, anche quando ci sono le possibilità, nessuno si muove. Mi chiedo davvero quanta gente c’è che, invece di lamentarsi, si mette a pulire e abbellire la propria strada come faccio io?

Non scrivo questo perché io voglia sentirmi più brava e capace di altri, ma perché mi fa rabbia che la mentalità diffusa sia quella della critica fine a sé stessa e poi nessuno (o quasi) fa niente per cambiare le cose. Il cambiamento parte da noi, da ognuno di noi! Se stiamo sempre e solo ad aspettare che qualcun altro lo faccia al posto nostro, non cambierà mai nulla!

 

***

Da un’intervista fatta al famoso stilista siciliano Domenico Dolce, del marchio di moda internazionale Dolce&Gabbana: SICILIANI, SVEGLIATEVI!

Sono andato via dalla Sicilia per mancanza di possibilità. Mi sono sentito rifiutato, deluso perché volevo realizzare lì quello che avevo in mente, ma non è stato possibile. Chiedi una cosa e ti rispondono ‘questo non si può fare’, per quest’altra cosa ‘ci vuole tempo’. Chi vuole raccontare il bello viene limitato.

Nei siciliani è insita la mentalità dell’eterno gerundio, del tempo indefinito. Io sono concreto e ho bisogno di sapere data, ora e luogo. Ritornare oggi non è facile proprio per queste differenze nella mentalità. Mi guardo intorno e vedo un milione di possibilità: tutto ciò che si potrebbe creare ma che non si comprende né si sa sfruttare a pieno. Tutto il mondo è andato avanti e noi siamo rimasti indietro, indietro, indietro.

Abbandonarsi all’idea che tutto piova dal cielo, non reagire, non sfruttare le potenzialità di un territorio ricchissimo è, secondo Dolce, nel Dna della Sicilia.

(tratto da un articolo di “Il fatto quotidiano”. Vedi link QUI )

 ***

Ognuno può creare bellezza e opere d’arte usando la propria creatività nei luoghi esistenti: è un’azione meravigliosa che arricchisce sia chi crea che chi osserva.

La mia modesta creatività dà vita a piccole opere d’arte in continua evoluzione

Giusy



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